Il Consenso Informato

“Una firmetta qui, per la privacy, e una qui, per il consenso…”

Ma cos’è questo consenso, che con tanta facilità il paziente sottoscrive? Oltre che un obbligo di legge, è un’importante opportunità per il paziente che gli consentirà di scegliere la terapia più idonea.

Con consenso si intende un’approvazione da parte del paziente alla terapia proposta dal medico. Ma questo non basta: il consenso deve essere informato, appunto, nel senso che il paziente deve scegliere la terapia, tra quelle proposte dal professionista, sulla base delle informazioni che gli sono state date.

In altri termini, la normativa, oltre che il buon senso, prevede che al paziente vengano illustrate le diverse possibilità terapeutiche, e che egli scelga la migliore, una volta che ha compreso la differenza tra il ventaglio di possibilità proposte.

Questo perché non è sempre scontato che una terapia sia la migliore o l’unica possibile. Facciamo un esempio pratico. Un paziente ha bisogno di alcuni impianti per dei denti che altrimenti potrebbero essere sostituiti solo con una protesi mobile. La scienza dimostra che la soluzione fissa è migliore della soluzione mobile, e quindi si è portati a pensare che questa sia l’unica strada percorribile, ma in realtà ci sono persone che hanno una paura quasi patologica dell’intervento chirurgico, del sangue, del dolore (anche se sappiamo che non esiste o è ridottissimo). Loro sicuramente sceglieranno la soluzione non invasiva che, anche se agli occhi del professionista non è la migliore, rimane comunque quella ideale se non l’unica percorribile.

Chiaramente, per poter scegliere consapevolmente la terapia migliore, bisogna che questa e le alternative siano ben illustrate dal professionista. È importante sottolineare a questo proposito che il medico fa la diagnosi (e questa dovrebbe essere uguale indipendentemente dal professionista a cui ci si rivolge) e propone una o più terapie, che potrebbero essere anche diversissime ma egualmente valide.

Nel senso che la patologia è una e le caratteristiche della malattia in quel determinato paziente la rendono specifica ed individuale. Le alternative terapeutiche invece sono a volte molteplici: la terapia che è in grado di dare il miglior risultato su una persona, non è detto che dia lo stesso miglior risultato su un’altra persona.

Il consenso quindi deve essere informato, appunto, nel senso che il paziente deve scegliere la terapia, tra quelle proposte dal professionista, sulla base delle informazioni che gli sono state date, una volta che le ha ben comprese.

Proprio in questo sta la bravura del medico a cui ci si rivolge: nel far diagnosi prima di tutto, nell’identificare tutte le possibili terapie, nello spiegare in maniera esaustiva tutti gli effetti collaterali o indesiderati, le possibilità di insuccesso nonché il costo biologico, oltre che naturalmente quello economico, e magari, alla fine, in quel determinato paziente con quella determinata patologia nel proporre la terapia più idonea.

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